Il vissuto di malattia

Il vissuto di malattia

La competenza empatica di un professionista sanitario è strettamente correlata alla capacità di comunicare tenendo in primo piano la persona che si ha davanti (paziente, parente).

Parliamo quindi di comunicazione basata sulla persona.

Questo tipo di approccio comunicativo risale al 1986 quando fu fatta notare la distinzione tra la parola illness  e la parola disease. Per comodità di trattazione tradurremo le tue parole inglesi con le parole vissuto di malattia e patologia.

Nel modello di comunicazione centrata sulla persona è fondamentale distinguere tra patologia e vissuto di malattia, due dimensioni complementari ma profondamente diverse.

  • Con patologia (disease) intendiamo l’entità clinica riconosciuta dal professionista: segni e sintomi, eziopatogenesi, diagnosi e trattamento. È la prospettiva oggettiva, tecnica e scientifica con cui il sanitario interpreta la situazione.
  • Con vissuto di malattia (illness) ci riferiamo invece all’esperienza soggettiva della persona: emozioni, preoccupazioni, aspettative, bisogni, pensieri e tutto ciò che il paziente vorrebbe comunicare, anche quando fatica a farlo. È la storia personale che accompagna la condizione clinica e ne dà significato.

Integrare patologia e vissuto di malattia significa riconoscere che il paziente non porta solo una diagnosi, ma una esperienza unica che merita ascolto. Una comunicazione realmente centrata sulla persona nasce proprio dall’incontro tra i dati clinici e il mondo interno del paziente, mettendo in relazione le necessità terapeutiche con le esigenze emotive e relazionali.