Il Burn-out e la Depressione dei Medici

Il Burn-out e la Depressione dei Medici

Negli ultimi anni, burnout e depressione tra i medici sono diventati temi di crescente rilevanza.

I medici riferiscono autonomamente sia la depressione sia il burnout con minor frequenza rispetto ai dati degli anni precedenti, dopo un costante aumento durante i peggiori anni del COVID. Tuttavia, è troppo presto per fare previsioni ottimistiche, specialmente considerando altri dati recenti che sono più preoccupanti. C’è sicuramente una maggiore consapevolezza nella sanità con più aziende che investono in risorse per il benessere e utilizzano unità operative per benessere del personale. Purtroppo, gli stress legati alla pandemia sono stati sostituiti da nuovi e aggravati fattori di stress, come ad esempio le pressioni finanziarie che costringono le aziende sanitarie a far fare sempre di più con sempre meno persone.

La medicina d’urgenza è in cima alla lista per quanto riguarda la percentuale di specialisti che riferiscono di sentirsi in burnout o depressi. Seguono gli ostetrici, i pediatri e i medici di famiglia. Si tratta di specialità in prima linea che forniscono cure primarie in modo prevalente o totale. Il burnout tra i cardiologi e i medici di terapia intensiva sembrerebbe invece diminuito rispetto ai tempi della pandemia.

Più mediche rispetto ai medici dicono di sentirsi in burnout. Perchè ? Sia sul posto di lavoro sia a casa entrano in gioco diversi fattori:

  • Più bassi livelli di risorse a disposizione delle mediche
  • Fattori culturali, come la minor presenza di donne in ruoli di leadership,  disparità retributive e minori opportunità di avanzamento di carriera
  • Integrazione tra lavoro e vita privata con le donne spesso gravate da maggiori responsabilità nella cura dei figli o dei genitori anziani.

Per quanto riguarda le cause del burnout sul posto di lavoro, ecco quali vengono ritenute le più importanti:

  • Troppe mansioni burocratiche: 62%
  • Troppe ore di lavoro: 41%
  • Mancanza di rispetto da amministratori, datori di lavoro, colleghi o staff: 40%
  • Compensazione insufficiente: 38%
  • Mancanza di controllo o autonomia: 32%
  • Informatizzazione delle procedure: 24%
  • Mancanza di rispetto dai pazienti: 22%
  • Regole e norme: 13%

La quota di Medici sia uomini che donne che affermano che il burnout ha un grave impatto sulla loro vita è in aumento rispetto al passato. Addirittura sembrerebbe che tra il 30 e il 40% dei medici possa affermare che è possibile che ciò causi l’abbandono della loro professione nei prossimi due anni

Il 73% degli intervistati dice che il burnout influisce negativamente sulle relazioni personali e il 13% addirittura afferma che influisce molto sulle relazioni personali; soltanto il 14% afferma che non influisce.

Un’altro aspetto molto importante riguarda la convinzione di metà dei medici che i datori di lavoro non prestano sufficiente attenzione al burnout tra il personale medico

Riguardo alla possibilità che condividere con i colleghi il problema del burnout possa essere produttivo, le risposte sono diverse. Esiste un certo grado di cinismo e scetticismo sul fatto che i colleghi possano fornire un reale aiuto sul problema del Burnout e molti pensano che i colleghi considererebbero il problema del Burnout in modo non differente da come lo considerano i dirigenti, i responsabili e i gestori delle risorse umane.

Un fattore positivo riguarda l’aumento del ricorrere a meccanismi di gestione più positivi come l’esercizio fisico, il tempo trascorso con la famiglia e con gli amici, un sonno migliore, momenti di riflessione di buona qualità rispetto ad altre soluzioni più semplici e più grossolane come il cibo spazzatura, l’alcol o l’eccesso di alimentazione. Probabilmente ciò è da mettere in relazione alla pandemia che ha costretto molte persone a concentrarsi sul pensare e a individuare i meccanismi di copying più positivi.

Se chiediamo ai medici come mantengono la loro felicità e la loro salute mentale, queste sono le risposte:

Passare tempo con la famiglia con gli amici 78%

  • dedicarsi ad attività e hobby 71%
  • fare esercizio fisico 67%
  • dormire sufficienza 51%
  • mangiare in modo sano 48%
  • andare in psicoterapia 11%

Se chiediamo ai medici quali misure sul posto di lavoro aiuterebbero di più rispetto al problema del burnout il 48% risponde un aumento di retribuzione, il 47% risponde un aumento del personale di supporto, il 46% pensa che rendere gli orari più flessibili sia la cosa più importante

Rispetto al passato il tasso di depressione clinica nei medici è in aumento; occorre sottolineare tuttavia che molti medici probabilmente non sono particolarmente bravi nell’autodiagnosticarsi la depressione; per questo motivo sarebbe auspicabile che i medici cercassero precocemente un supporto psicologico anziché valutare il proprio stato come non depressivo, oppure valutare la propria depressione come troppo lieve per giustificare la richiesta di aiuto.

Se chiediamo ai medici come la depressione influisce sul loro lavoro le risposte sono diverse: 

  • “ho perso la motivazione ad aiutare e a fare cose nuove”
  • ” sono arrabbiato e triste per il fatto di trovarmi in questa condizione perché io non ho fatto nulla che possa aver causato questo stato a parte il fatto di dire la verità nell’interesse della cura dei pazienti” 
  • “mi sento male, tutto ciò ha influito sul mio sonno e sul mio appetito, soffro di fatica cronica e di dolori che mi rendono difficile lavorare”
  • “arrivo al lavoro ogni giorno cercando di avere un atteggiamento positivo, ma questa cosa dura solo pochi secondi”
  • “faccio il conto alla rovescia fino a quando posso andarmene”
  • “non sono felice di parlare con le persone”

Sia gli uomini che le donne considerano il confidarsi con altri colleghi poco pratico e produttivo; probabilmente c’è ancora vergogna e senso di colpa legati alla depressione e questo rappresenta una barriera a cercare supporto e a condividere. La maggior parte dei medici si ritengono persone molto performanti e determinate e con grande fatica possono accettare l’idea che dovrebbero essere più forti di così e che dovrebbero aver bisogno di aiuto e attenzione.

Collegato a questo è il problema della richiesta d’aiuto da parte dei medici alle unità di benessere organizzativo e di supporto psicologico. La maggior parte dei medici dichiara di non aver mai consultato uno specialista della salute mentale e che non lo farà assolutamente anche in futuro.

È interessante esaminare le risposte che i medici danno alla domanda:  “perché non è il caso di dire ad alcuno della propria depressione”

  • considero la depressione una debolezza ciò darebbe un giudizio negativo su di me
  • le persona mi prenderanno di meno in considerazione 
  • le persone potrebbero dubitare delle mie capacità di medico
  • l’ORDINE DEI MEDICI o il mio datore di lavoro potrebbero saperlo e questo metterebbe a repentaglio la mia carriera

Medscape Physician Burnout & Depression Report 2024: ‘We Have Much Work to Do’

Foto di Gadiel Lazcano su Unsplash